Quis ut Deus?

Edizione: 
2019
Larghezza: 
100
Altezza: 
150
Anno Opera: 
2019
Tecnica
tecnica mista
Descrizione
«Sia fatta giustizia e perisca pure il mondo» L’opera si pone come tramite fra la parabola, presente nelle sacre scritture, della cacciata degli angeli che si opposero a Dio, «Dio non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò in abissi tenebrosi, tenendoli prigionieri per il giudizio» (2 Pietro 2,4), e gli aspetti quotidiani del mio vissuto e delle mie origini. L’infausto luogo adibito al giudizio dei peccatori che nel greco originale rimanda al Tartaro, evoca la suggestione dello sterminator Vesevo, la cui ombra copre tutta Napoli e la sua popolazione, presente al suo cospetto, già dalle pendici, il popolo vesuviano, secondo cui nella tradizione cristiana fu punito per la vita dissoluta in preda ai vizi e alle lussurie, in parallelo alle cugine Sodoma e Gomorra.Il gesto che divampa nel colore caotico delle fiamme si mescola alla tensione delle corde, delle catene, che legano la carne alla sofferenza e al silenzio, che affrontiamo sul cammino per il divenire.